Negli ultimi mesi, molti italiani hanno ricevuto strane chiamate da numeri sconosciuti. In alcuni casi, dopo aver risposto, si sono sentiti dire: “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum, contattaci su WhatsApp per parlare di una proposta lavorativa.” Un messaggio apparentemente innocuo, che gioca con le aspettative di chi è in cerca di occupazione, si rivela invece parte di un sofisticato schema truffaldino.
Come funziona la truffa legata alle finte offerte di lavoro
Il raggiro inizia con una telefonata o un SMS da un numero italiano non salvato in rubrica. Il fatto che il contatto sembri locale lo rende più credibile, soprattutto per chi ha appena inviato candidature e spera in una risposta positiva. La vittima viene poi invitata a proseguire la conversazione tramite WhatsApp con un presunto recruiter.
Questo falso selezionatore, che si presenta come referente di un’agenzia o di un’azienda, in realtà mira a ottenere informazioni riservate: nome, cognome, codice fiscale e perfino dettagli bancari. In alcune situazioni, viene anche proposto un link per completare un modulo online “necessario alla selezione”. Ma quel modulo è solo un altro strumento per raccogliere dati personali, a volte persino usati per promuovere finti investimenti.
Le promesse di guadagni rapidi spingono alcune vittime a versare denaro su piattaforme sconosciute. In questi casi, il rischio non è solo di perdere i soldi, ma anche di vedere compromessa la propria identità digitale.
I pericoli nascosti dietro queste comunicazioni
Le conseguenze di questi raggiri possono essere molto gravi: furto d’identità, accesso illecito ai conti correnti, frodi online. In sostanza, si tratta di truffe che approfittano del momento di fragilità di chi sta cercando lavoro, sfruttando la speranza e la buona fede.
Come riconoscere e difendersi da questo tipo di truffa
Per proteggersi da questo tipo di raggiro, è utile tenere a mente alcune regole semplici ma efficaci:
- Diffidare dei messaggi inattesi che invitano a contattare qualcuno su WhatsApp per motivi professionali.
- Mai fornire dati sensibili, come documenti, IBAN o codice fiscale, tramite chat o SMS.
- Non cliccare su link sospetti, soprattutto se non si conosce la fonte o l’azienda non è verificabile.
- Evitare di inviare denaro o aderire a investimenti suggeriti da persone conosciute solo online.
- Bloccare subito il numero e segnalarlo, se si percepisce qualcosa di strano.
In caso di sospetta truffa, è fondamentale contattare subito la propria banca, bloccare eventuali movimenti sospetti e modificare le password dei servizi online. Inoltre, è opportuno sporgere denuncia alla Polizia Postale e fornire ogni dettaglio utile per facilitare le indagini.
Infine, raccontare pubblicamente quanto accaduto – sui social o nei forum – può aiutare a prevenire che altre persone cadano nella stessa trappola. Più si diffondono informazioni su questi inganni digitali, più strumenti abbiamo per evitarli.