Molti beneficiari dell’Assegno di Inclusione il 27 febbraio hanno avuto l’amara sorpresa di non ricevere la ricarica del mese per il sussidio. Una brutta sorpresa per chi sui soldi della ricarica di Assegno di Inclusione conta da tempo.
In alcuni casi dipende dalla decadenza dal beneficio, e non c’è soluzione alcuna a questo blocco, tranne che per chi ha diritto a ottenere un ISEE diverso con la sua versione corrente. E poi c’è chi invece ha avuto una decadenza che adesso si può risolvere.
Perché a febbraio l’Assegno di Inclusione è stato bloccato?
Molte domande di Assegno di Inclusione sono decadute a febbraio 2025. Cioè molti che hanno preso il beneficio nel 2024 e pure a gennaio 2025 adesso a febbraio non hanno preso niente. Perché? la domanda se la pongono tutti coloro che sono ignari di cosa sia successo.
I motivi possono essere vari come anche le azioni da intraprendere per continuare a riceverlo.
Cosa è successo a molti a febbraio per l’Assegno di Inclusione
Il fatto saliente è che febbraio è il primo mese in cui l’INPS utilizza il nuovo ISEE e di conseguenza avvia tutte le nuove verifiche sui requisiti economici e sulla composizione del nucleo familiare. Chi si sorprende di questo sbaglia perché anche se ha ricevuto regolarmente il pagamento di gennaio, è perché in quel mese si usa ancora l’ISEE 2024.
L’ISEE è fondamentale.
E di conseguenza il primo caso che può aver portato alla decadenza dal beneficio è quello del mancato rinnovo dell’ISEE. In questo caso come logica vuole, basterà provvedere a rinnovare l’ISEE e poi a presentare nuova domanda se il beneficio risulta decaduto, oppure senza una nuova domanda se il beneficio è solo sospeso.
I motivi di decadenza dell’Assegno di Inclusione a febbraio
La decadenza dell’Assegno di Inclusione può essere derivata anche da variazioni nel nucleo familiare che l’interessato non ha comunicato correttamente, oppure dal
superamento delle soglie economiche previste sia reddituali che di ISEE. In questo secondo caso, come logica vuole, se le soglie sono state superate significa che non si rientra più nei benefici. L’ISEE 2025 fa riferimento a redditi e patrimoni del nucleo familiare del 2023 mentre l’ISEE del 2024 faceva riferimento al 2022. Solo nel caso in cui ci siano delle situazioni che possono dare diritto all’ISEE corrente, per nette variazioni reddituali sopraggiunte negli ultimi mesi, l’interessato può tornare a beneficiare dell’Assegno di Inclusione. Pure in questo caso, per decadenza ormai applicata, serve una nuova domanda di Assegno di Inclusione.
Attenti alle soglie 2025 utili a prendere il sussidio
Va ricordato che per continuare a prendere nel 2025 l’Assegno di Inclusione i limiti di ISEE sono fino a 10.140 euro mentre quelli del reddito familiare sono fino a 6.500 euro. In questo caso il limite va moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza.
Per il diritto all’Assegno di Inclusione serve anche un patrimonio immobiliare ad esclusione della casa di abitazione non eccedente i 30.000 euro e soldi in banca o alle poste non superiori a 6.000 euro euro per il single e poi a salire in base al numero di componenti la famiglia.
Ecco come si può risolvere adesso dopo la decadenza dal beneficio
Per le variazioni del nucleo familiare invece le cose cambiano. Come tutti sanno l’Assegno di Inclusione viene calcolato con il meccanismo della scala di equivalenza basata sulla composizione del nucleo familiare. Da un anno all’altro un nucleo familiare può variare come composizione. Nuove nascite, separazioni, cambi di residenza e così via dicendo. In caso di variazione del nucleo familiare bisogna provvedere per tempo alla comunicazione.
Bisogna aggiornare la DSU da cui scaturisce l’ISEE entro un mese dalla sopravvenuta variazione della composizione del nucleo familiare. Ma se questo cambio non deriva da nuovi figli avuti o decessi di alcuni componenti, oltre ad aggiornare la DSU è necessario pure presentare una nuova domanda all’INPS di Assegno di Inclusione entro la fine del mese successivo a quello di aggiornamento della DSU.