Aumenta l’assegno unico con il ricalcolo dell’Isee. Da oggi, 3 aprile, è possibile aggiornare l’Isee escludendo i buoni fruttiferi postali, i libretti di risparmio postale e qualsiasi investimento a garanzia statale. L’Isee 2025 già presentato potrà essere aggiornato e abbassato escludendo questi patrimoni mobiliari fino a un massimo di 50.000 euro.
Le istruzioni e il nuovo modello per la Dsu sono stati pubblicati ieri sera sul sito del Ministero del Lavoro con il Decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, n. 75 del 2 aprile 2025.
Di quanto aumenta l’assegno unico con il nuovo Isee
Per chi aggiorna l’Isee escludendo gli investimenti a garanzia statale la diretta conseguenza sarà di avere un valore Isee più basso e un assegno unico più alto, visto che l’importo è calcolato in base all’Isee.
L’impatto della riduzione dell’Isee per molte famiglie ha come diretta conseguenza un aumento della spesa pubblica per le prestazioni collegata all’indicatore visto che i bonus aumenteranno come la platea dei beneficiari.
Per valutare quanto potrebbe aumentare l’assegno unico eliminando i titoli di Stato dal calcolo dell’Isee, è fondamentale capire come quest’ultimo potrebbe modificarsi. Supponiamo il caso di una famiglia con due genitori e due figli, proprietaria della casa in cui vive e con un patrimonio mobiliare di 70mila euro.
Le elaborazioni realizzate dal Caf Acli per Il Sole 24 Ore hanno analizzato l’impatto che diversi livelli di investimento in titoli di Stato avrebbero sull’Isee di questa famiglia, inizialmente fissato a 22.876 euro.
Ecco come cambierebbe l’Isee in base alla somma investita:
- Investendo 5.000 euro: scenderebbe a 22.469 euro (-1,8%)
- Investendo 15.000 euro: si attesterebbe a 21.656 euro (-5,3%)
- Investendo 30.000 euro: calerebbe a 20.437 euro (-10,7%)
- Investendo 50.000 euro: si ridurrebbe a 18.811 euro (-17,8%)
Possono aumentare anche le maggiorazioni
Ci sono anche delle maggiorazioni dell’assegno unico che dipendono dall’Isee e per la precisione quella per i figli successivi al secondo e quella che spetta per il secondo percettore di reddito. Le altre maggiorazioni, invece, spettano indipendentemente dall’Isee.
Aggiornando l’Isee, quindi, l’assegno unico potrebbe aumentare anche di più rispetto alle simulazioni fatte.
Ad oggi, stando ai dati raccolti dalla Consulta nazionale dei Caf, circa il 40% delle dichiarazioni Isee elaborate nel 2025 include titoli di Stato, libretti postali o buoni fruttiferi garantiti. Chi desidera escluderli dal calcolo potrà farlo a partire da domani, presentando una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) e richiedendo così l’aggiornamento dell’indicatore. Tuttavia, le Dsu aggiuntive inviate dallo stesso nucleo familiare tramite Caf non sono più coperte dai fondi Inps, il che potrebbe comportare un costo per l’elaborazione della nuova pratica. Per chi invece non intende procedere con il ricalcolo, l’Isee 2025 già elaborato resterà valido fino al termine dell’anno.