Un aumento delle pensioni potrebbe essere nell’aria e non sarebbe legato alla rivalutazione annuale, ma bensì al taglio delle tasse da pagare sulla pensione.
Il Governo ha annunciato che sta lavorando al taglio dell’Irpef, uno degli obiettivi primari di questo esecutivo è proprio quello di portare a termine la riforma fiscale apportando un nuovo taglio alle aliquote Ipef. La logica conseguenza di un nuovo taglio dell’Irpef sarebbe proprio un aumento delle pensioni e questa volta a essere avvantaggiati sarebbero i redditi più alti.
Taglio Irpef, cosa bolle in pentola?
Se con la riforma del 2024 si era giunti ad accorpare primo e secondo scaglione con un risparmio sulle tasse di un massimo di 260 euro l’anno per tutti i redditi superiori a 15.000 euro, con il prossimo taglio il risparmio (e di conseguenza l’aumento) potrebbe essere molto più corposo.
Il Governo, infatti, sta operando per apportare un taglio al secondo scaglione Irpef, quello che attualmente paga il 35% sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Il taglio avrebbe effetti benefici anche per chi ha redditi superiori a 50.000 euro, visto che segna un risparmio proprio su questa porzione di reddito.
Al momento le pensioni, come gli altri redditi, sono tassate nel seguente modo:
- 23% per redditi fino a 28.000 euro;
- 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
- 43% per redditi sopra i 50.000 euro.
Le intenzioni dell’esecutivo sono quelle di abbassare l’aliquota del secondo scaglione e di ampliarne i redditi fino a 60.000 euro. La nuova determinazione delle tasse si avrebbe in base al seguente schema:
- 23% per redditi fino a 28.000 euro;
- 33% per redditi tra 28.000 e 60.000 euro;
- 43% per redditi sopra i 60.000 euro.
Come aumenterebbero le pensioni?
Su tutte le pensioni di importo superiore a 28.000 euro si avrebbe uno sconto di imposta del 2% sui redditi compresi tra 28.000 e 60.000 euro. Ovviamente il beneficio maggiore lo avrebbero coloro che hanno un reddito di 60.000 euro o superiore, e andiamo a vedere il perché.
Ogni 1.000 euro di reddito si ha un risparmio sulle tasse di 20 euro l’anno: per chi ha redditi di 29.000 euro, quindi, il risparmio annuo sarebbe di 20 euro, circa 1,54 al mese di aumento sulla pensione. L’aumento, però, cresce al crescere del reddito, esponenzialmente.
Vediamo nella seguente tabella di quanto aumenterebbe la pensione lorda al crescere del reddito:
PENSIONE ANNUA | RISPARMIO ANNUO IN EURO | AUMENTO MENSILE IN EURO |
29.000€ | 20 | 1,54 |
30.000€ | 40 | 3,08 |
31.000€ | 60 | 4,62 |
32.000€ | 80 | 6,15 |
33.000€ | 100 | 7,69 |
34.000€ | 120 | 9,23 |
35.000€ | 140 | 10,77 |
36.000€ | 160 | 12,31 |
37.000€ | 180 | 13,85 |
38.000€ | 200 | 15,38 |
39.000€ | 220 | 16,92 |
40.000€ | 240 | 18,46 |
41.000€ | 260 | 20,00 |
42.000€ | 280 | 21,54 |
43.000€ | 300 | 23,08 |
44.000€ | 320 | 24,62 |
45.000€ | 340 | 26,15 |
46.000€ | 360 | 27,69 |
47.000€ | 380 | 29,23 |
48.000€ | 400 | 30,77 |
49.000€ | 420 | 32,31 |
50.000€ | 440 | 33,85 |
E per i redditi superiori a 50.000 euro?
Per chi ha un reddito superiore ai 50.000 euro il taglio dell’aliquota sarebbe del 10% per redditi sopra questa soglia (dal 43% al 33%) fino a 60.000 euro. In questo caso l’aumento potrebbe arrivare anche a 1.000 euro l’anno.
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