Dal 2025 le pensioni classiche, cioè quelle erogate dall’INPS sono state unite in maniera più forte di prima a quelle da previdenza complementare. L’associazione dei contributi INPS con quelli dei fondi pensione nasce da una possibilità in più di sfruttare entrambe queste forme di contribuzione per anticipare di qualche anno la pensione. Il fatto che si guarda sempre più con insistenza alla previdenza complementare la dice lunga sul fatto che probabilmente questa è la via maestra per qualsiasi ipotesi di riforma del sistema pensioni. Ma se da un lato adesso la previdenza integrativa si unifica per il diritto alla pensione anticipata con la previdenza obbligatoria, dall’altro i fondi pensione possono servire a chi non può aspirare in futuro se non ad una pensione minima.
Come prendere due pensioni insieme a 67 anni, INPS e rendita e prendi di più
La previdenza complementare diventa uno strumento che facilita l’accesso alle pensioni anticipate contributive. Chi ha maturato 64 anni di età e 20 anni di versamenti, con il primo accredito successivo al 31 dicembre 1995, può accedere alla pensione anticipata contributiva. Il limite però è determinato da un importo minimo della pensione che non si può non raggiungere per essere ammessi al pensionamento anticipato. Il limite è fissato a 3 volte l’assegno sociale. Tanto per intenderci, la pensione deve essere pari almeno a 1.616,07 euro al mese perché l’assegno sociale oggi è pari a 538,69 euro al mese. Le donne con figli possono andare in pensione con soglie inferiori, pari a 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio o a 2,6 volte l’assegno sociale con 2 o più figli.
Dal 2025 però si potrà usare anche la previdenza complementare per poter arrivare a questi importi soglia. Quindi, anche la rendita da fondo integrativo in aggiunta alla pensione liquidata dall’INPS darà diritto alla prestazione anticipata dai 64 anni per i contributivi puri.
Le pensioni integrative ed i fondi pensione, come funzionano?
Anche per le pensioni di vecchiaia per i contributivi puri l’accesso è ammesso a condizione che ai 67 anni di età anagrafica ed ai 20 anni di età contributiva si raggiunga una pensione pari almeno all’assegno sociale. Significa che la pensione di vecchiaia nel 2025 deve essere almeno pari a 538,68 euro.
Detto del fatto che la previdenza complementare aiuta ad andare in pensione prima, perché se a 64 anni un contribuente raggiunge 1.300 euro di pensione INPS e 350 euro di pensione integrativa, sommandole supera la soglia dei 1.616,07 euro al mese prima citata, va detto anche che versare nella previdenza complementare può consentire di prendere due pensioni al posto di una. Per evitare di passare una vecchiaia con trattamenti con pensioni di poco superiori a 600 euro. Infatti oggi il trattamento minimo INPS è pari a 603,40 euro al mese. È possibile costruirsi una pensione aggiuntiva aderendo a fondi pensione di diverso tipo. Ci sono i fondi pensione negoziali, quelli aperti, i piani individuali pensionistici denominati PIP. In sostanza cambia poco. Per esempio i PIP si differenziano dai fondi pensione aperti per il solo fatto che i primi sono prodotti esclusivamente in gestione da Compagnie di Assicurazione, mentre i secondo sono in gestione anche da banche e istituti di credito. Il fondo pensione aperto rispetto a quello chiuso, cioè quello negoziale è uno strumento che un contribuente è libero di attivare autonomamente. Il fondo negoziale invece passa da accordi su base sindacale.