Ecco come ad aprile puoi portare la pensione a 845 euro al mese, domanda entro 31 marzo Ecco come ad aprile puoi portare la pensione a 845 euro al mese, domanda entro 31 marzo

Ecco come ad aprile puoi portare la pensione a 845 euro al mese, domanda entro 31 marzo

Già da aprile la pensione può essere portata a 845 euro al mese, ma la domanda all’INPS va fatta entro il 31 marzo 2025.

Le pensioni minime, troppo basse per essere considerate dignitose, e troppo basse per consentire agli interessati di arrivare a fine mese sono un problema serio. Ecco perché chi può dovrebbe intervenire per potenziare l’incasso dall’INPS. Certo miracoli non se ne possono fare.

Perché se i conti che fa l’INPS per liquidare una pensione sono quelli, difficile che ci siano possibilità di cambiare calcolo e aumentare l’assegno previdenziale percepito. Ma usando alcune misure oggi in vigore non è difficile che la propria pensione possa diventare più dignitosa. Ad aprile portare la pensione a 845 euro al mese con domanda entro il 31 marzo è un qualcosa che molti dovrebbero considerare. Ecco come dovrebbero fare e che strumento dovrebbero usare.

Ecco come ad aprile puoi portare la pensione a 845 euro al mese, domanda entro 31 marzo

Usare un sussidio per arrotondare la pensione è possibile. Lo era anche in passato naturalmente, e la misura si chiamava pensione di cittadinanza. Era la misura gemella del reddito di cittadinanza, ma appannaggio di pensionati. Adesso c’è l’Assegno di Inclusione.

Ed è proprio il sussidio che ha preso il posto del reddito di cittadinanza lo strumento che possono usare i pensionati al minimo per arrivare a prendere una pensione più alta. E potranno farlo già a partire dal mese di aprile che, per chi presenta domanda entro il 31 marzo consente di portare la pensione a 845 euro al mese.

Come arrivare a 845 euro al mese partendo da 550 euro di pensione

Per nuclei familiari composti solo da over 67, cioè da soggetti con già raggiunta l’età pensionabile, l’Assegno di Inclusione può arrivare a 682,50 euro al mese. Parliamo della componente aggiuntiva sul reddito del richiedente. In pratica, parliamo dei soldi in più che si possono aggiungere alla pensione percepita che se è più bassa di 682,50 euro al mese viene incrementata dall’Assegno di Inclusione fino ad arrivare a quella cifra.

E se il pensionato ha casa in affitto, cioè se paga anche un canone di affitto mensile, ecco che si aggiungono altri 162,50 euro per la componente dell’affitto imputato. Questo perché per godere dell’Assegno di Inclusione anche da pensionato, occorre rispettare i requisiti previsti che riguardano anche l’ISEE e il reddito familiare.

Anche la casa in affitto conta, ma solo a contratto regolarmente registrato

Per i nuclei familiari con componenti affetti da disabilità ma soprattutto dove ci sono solo componenti che hanno raggiunto l’età pensionabile e quindi i 67 anni di età, come specifica l’INPS sul suo portale, la soglia di reddito familiare è fissata a 8.190 euro annui. naturalmente poi questa soglia va moltiplicata per la scala di equivalenza basata sul numero e sulla tipologia di componenti della famiglia.

Dividendo 8.190 euro di reddito si ha 682,50 euro di integrazione al reddito. Quindi chi prende una pensione di 550 euro al mese potrebbe avere diritto a 132,50 euro al mese di Assegno di Inclusione. La soglia ISEE invece deve essere inferiore a 10.140 euro che diventa anche l’importo della soglia reddituale del nucleo familiare quando il nucleo familiare risiede in una abitazione in locazione.

Dividendo 10.140 euro per 12 mesi ecco che arriviamo a 845 euro al mese. Che è la somma che potrebbe ricevere l’interessato che vive in affitto. Tornando all’esempio di prima del pensionato singolo con pensione da 550 euro al mese e casa in affitto con contratto regolarmente registrato, ecco che l’Assegno di Inclusione diventa pari a 295 euro al mese. Portando di fatto la sua pensione da 550 euro al mese a 845 euro al mese.