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Ecco come recuperare contributi per la pensione nel 2025

Come si può sfruttare per la pensione 2025 la Pace Contributiva 2024 e 2025, ecco la guida e perché conviene due volte.

Ci sono lavoratori che arrivano a 67 anni e si trovano quindi ad aver completato la giusta età pensionabile. E poi ci sono quelli che si trovano a 64 anni e che potrebbero avere diritto lo stesso alla pensione, anche senza i 67 anni di età. Anche nel 2025 ci sono due misure che permettono di andare in pensione con 20 anni di contributi sia a 67 anni che a 64 anni. Nel 2025 queste facoltà sono dei nati nel 1958 o di quelli nati nel 1961. In ogni caso ci sono altri requisiti da raggiungere oltre al binomio età+contributi. In alcuni casi però sono i contributi quelli che mancano e che minano le possibilità di accedere ad una delle due misure nonostante l’età e gli altri requisiti siano raggiunti.

Ecco come recuperare contributi per la pensione nel 2025

Arrivare a 67 anni, cioè all’età giusta per andare in pensione di vecchiaia o arrivare a 64 anni con l’età giusta per la pensione anticipata contributiva, basta per andare in pensione? La risposta è no, perché ci sono altre cose da completare. In primo luogo i contributi.

C’è infatti chi si ritrova con 1, 2 o anche 5 anni in meno rispetto ai 20 previsti. Ma grazie alla legge di Bilancio del 2024, cioè quella dello scorso anno, anche nel 2025 c’è lo strumento giusto che permette a qualche lavoratore di completare quest’altro requisito.


Anche nel 2025 il riscatto fino a 5 anni di contributi

La legge di Bilancio 2024 ha di fatto riproposto per il biennio 2024-2025 quello che ha già funzionato nel triennio 2019-2021. Si tratta della Pace Contributiva. Adesso la misura è di nuovo attiva, ed è resa disponibile anche per chi ha già sfruttato la precedente che pertanto dopo aver recuperato fino a 5 anni in quel triennio, adesso può recuperare altri 5 anni. E se in passato era stata adottata questa strada in previsione, magari adesso quest’altro riscatto può servire per andare in pensione subito.

Una misura che riguarda solo i contributivi puri


La misura riguarda solo i cosiddetti contributivi puri e quindi riguarda chi non ha versamenti alla data del 31 dicembre 1995. E che per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni deve anche raggiungere una pensione di importo non inferiore all’assegno sociale. Invece per accedere alla pensione anticipata contributiva bisogna arrivare ad un trattamento non inferiore a 3 volte l’assegno sociale. Tranne che per le lavoratrici madri che possono sfruttare il fatto che se hanno avuto un figlio possono andare in pensione con un trattamento pari a 2,8 volte l’assegno sociale. E con più figli con un trattamento pari almeno a 2,6 volte l’assegno sociale.

Per la pensione del 2025 la Pace Contributiva serve due volte

Il limite minimo di pensione è importante quindi, e la Pace Contributiva può servire anche per superare questo ostacolo per chi non arriva a pensioni di importo tale da poter essere ammessi dall’INPS. Con la pace contributiva di oggi si possono riscattare fino a 5 anni di vuoti contributivi. Si tratta di periodi scoperti da contribuzione di qualsiasi genere. Una facoltà che serve per raggiungere i requisiti contributivi dei 20 anni utili per le due pensioni prima descritte. Ma anche per arrivare a prendere una pensione più alta, in modo tale da completare anche quell’altro requisito dell’importo minimo della prestazione.

Per la pensione del 2025 ecco i vantaggi della Pace Contributiva

Il periodo non coperto da contribuzione che può essere riscattato non deve essere per forza consecutivo e vanno al massimo dal primo gennaio 1996 al 31 dicembre 2023. Il corrispettivo da pagare va versato in unica soluzione per chi intende andare in pensione immediatamente. Invece per chi ha del tempo per completare gli altri requisiti, può versare anche a rate. In 120 rate mensili con la possibilità in ogni caso di scaricare l’intero ammontare del reddito tramite deduzione dalla base imponibile su cui si calcola l’IRPEF dovuta.