Ieri sera intervista a Quarta Repubblica da parte del leader del Movimento 5 Stelle ed ex Premier Giuseppe Conte. Uno dei principali oppositori del governo Meloni intervistato su Rete 4 nel programma condotto da Nicola Porro. Ospite anche il direttore del “Il Giornale”, Alessandro Sallusti.
L’ex Presidente del Consiglio è stato intervistato sui temi di attualità, a partire da quelli del Conflitto in Ucraina e del riarmo europeo ad alcune cose che lui stesso ha fatto quando era Premier.
Una lunga intervista piena di contenuti. Ma su cui secondo noi si sono evidenziate alcune cose che non convincono tanto sul nuovo Giuseppe Conte, quello all’opposizione, che sul vecchio, quello al governo.
Giuseppe Conte, ecco le cose che non convincono della sua linea politica
Un Premier deve prendersi le sue responsabilità di governo. la squadra è sua e lui è il “capitano”. Su questo pochi dubbi, che sia la sinistra a governare o la destra.
A primo impatto ciò che emerge dall’intervista da Posso dell’ex Premier Giuseppe Conte, è la mancanza di presa di coscienza di alcune responsabilità da Presidente del Consiglio. Una linea che anche guardando agli eventi passati, si materializza di nuovo Salvini da Ministro dell’Interno blocca la nave Open Arms e va a processo, poi assolto.
E il Premier di allora, Giuseppe Conte, non è invischiato nonostante il suo ruolo. Poi però per il caso Almasri, cioè il generale libico rimandato a casa con volo di Stato dall’Italia, finiscono sotto indagine oltre al Ministro di Grazia e Giustizia anche altri Ministri, sottosegretari e la Premier Meloni.
Il Superbonus, Conte se ne lava quasi le mani
Adesso per il Superbonus l’ex Premier Conte si giustifica, quasi ammettendo che sia una misura sbagliata, che lo ha creato, ma gestito solo 6 mesi. Invece poi lo ha gestito Giancarlo Giorgetti per 2 anni e altri 2 anni di governo Meloni.
Non prima di aver fatto vedere post e articoli dove anche il Centrodestra pensava al Superbonus come una valida misura. Cioè lui da Premier non ha responsabilità per una misura che ha varato, che ha deciso di mettere in piedi in un modo, forse sbagliato, lasciandola a chi veniva dopo. E sicuramente non avrà responsabilità sulla spesa del reddito di cittadinanza, e nemmeno sui banchi a rotelle.
Figuriamoci su una gestione su cui molti manifestano dubbi, che era quella della pandemia, compresa la querelle delle mascherine pagate a peso d’oro a inizio pandemico.
Oppure sulla questione monopattini e su tutte le altre stranezze che il governo anche a suo tempo adottò. Come se a sprecare soldi pubblici ci fossero solo governi diversi da quello suo.
Il Giuseppe Conte Premier diverso da quello all’opposizione
Nessuna responsabilità da parte dell’ex Premier Giuseppe Conte nonché attuale leader del Movimento 5 Stelle. Opposizione ferrea quella di Conte all’attuale governo. Uno dei più rigidi oppositori, su tutta la linea del governo, senza esclusione alcuna.
Oggi il M5S scende di nuovo in piazza, con una manifestazione contro la guerra, contro il piano di riarmo della Von Der Leyen che la Meloni come il resto d’Europa o quasi ha accettato. Soldi sprecati in armi, e quindi soldi tolti a sanità, scuola, welfare e così via dicendo. In pratica, la stessa linea di Matteo Salvini e della Lega, o almeno, per grandi linee.
Il Movimento 5 Stelle e Conte totalmente contro il piano di riarmo, lo ha ribadito lui stesso anche ieri sera da Nicola Porro a Quarta Repubblica. Eppure durante la trasmissione Porro gli ha messo davanti il fatto che anche con il suo governo la spesa militare era salita di 4 miliardi, perché era stato sottoscritto un patto con USA e altri Paesi occidentali, sul portare al 2% del PIL la spesa militare.
Pacifista adesso, e prima? La domanda del conduttore di Rete 4 è stata questa. L’ex Premier ha dichiarato di non essere contro l’efficientamento del nostro esercito, e che a fronte di pochi miliardi di euro in armi, nei suoi governo sono stati messi decine di miliardi in sanità e scuola.
Da una emergenza all’altra l’Italia spesso deve sottostare ai vincoli
Difesa riuscita male, perché i suoi governo non erano soggetti a vincoli per via della pandemia, si potevano fare decreti a debito, si potevano mettere soldi nella sanità perché c’era emergenza. Nicola Porro gli ha anche detto che pure oggi c’è una emergenza, che non si chiama pandemia ma si chiama guerra.
E quindi i soldi vanno messi in quella emergenza. E che la Meloni era stata costretta a firmare il patto di stabilità a Bruxelles, che Conte contesta duramente, come lui stesso, secondo il conduttore, era stato costretto a spendere soldi per la difesa come Nato e Occidente chiedevano. Probabilmente avrebbe dovuto dirgli che, vista la grande emergenza della pandemia dei suoi anni, non era meglio evitare di spendere 4 miliardi nella difesa (anche se Conte dice che erano “solo” 2,9 miliardi) e metterli in sanità anche questi?