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In arrivo l’Evasometro per stanare chi non paga le tasse

Arriva il nuovo evasometro per stanare i furbetti che non versano le tasse e le imposte, come funziona e chi è a rischio?

In arrivo un nuovo evasometro. Una tecnologia avanzata per individuare i soggetti con elevati debiti fiscali e un alto indice di rischio fiscale. Come funzionerà questo strumento? Chi saranno i soggetti maggiormente colpiti dai controlli?

L‘indice di rischio fiscale verrà costruito sulla base di specifici indicatori che permetteranno alla Guardia di Finanza di individuare chi sfugge al fisco. Le liste dei soggetti a rischio verranno quindi affidate ai reparti della Gdf per ulteriori approfondimenti.

Questa nuova strategia, delineata dal generale Luigi Vinciguerra in audizione alla commissione finanze del Senato, mira a ridurre il fenomeno dell’evasione e del mancato pagamento delle imposte. Ogni ora maturano 37 milioni di crediti erariali: un dato che rende necessaria un’azione mirata e tempestiva.

Come funziona l’Evasometro?

Nel 2025 verrà sviluppata una specifica analisi per contrastare le sottrazioni fraudolente al pagamento delle imposte. L’obiettivo è individuare chi, pur avendo ingenti debiti fiscali, dispone di consistenti risorse finanziarie detenute all’estero o presso intermediari residenti. Per farlo, verranno utilizzati i dati dello scambio automatico di informazioni fiscali secondo il Common Reporting Standard (CRS) e quelli presenti nell’archivio dei rapporti finanziari.

Sulla base di questi elementi, verrà assegnato ai soggetti un indice di rischio fiscale, costruito attraverso specifici indicatori. Per migliorare l’efficacia dell’Evasometro, la Guardia di Finanza chiede che le comunicazioni alle banche dati fiscali avvengano con frequenza mensile.

Questo permetterebbe di sfruttare al massimo la potenzialità di dati freschi, aggiornando costantemente le informazioni a disposizione per individuare con maggiore precisione le posizioni irregolari.

Il nuovo termometro per l’evasione fiscale

I controlli della Guardia di Finanza scatteranno per debiti erariali superiori a 50 mila euro e punteranno a ricostruire il percorso dei beni per rendere possibile il recupero delle imposte dovute. Due sono i fenomeni principali individuati dalle Fiamme Gialle nell’ambito delle attività di repressione dell’evasione fiscale: il meccanismo delle società apri e chiudi e le frodi sui crediti d’imposta.

Le società apri e chiudi sono partite Iva create con il solo scopo di evadere il fisco per un periodo limitato, per poi essere chiuse e riaperte sotto una nuova veste. Nel 2024 sono state individuate e chiuse circa 3.800 società di questo tipo.

Per contrastare le frodi sui crediti d’imposta, l’azione della Guardia di Finanza si svilupperà su due fronti: le indagini di polizia giudiziaria e i controlli fiscali mirati.

Dal primo gennaio 2025, inoltre, è attiva la Silver Notice, un sistema che consente di interrogare le banche dati patrimoniali di oltre 50 paesi per rintracciare i beni posseduti dai soggetti sottoposti a indagini. La prima operazione con questa tecnologia è stata già avviata su richiesta della Guardia di Finanza.

Secondo il presidente della commissione finanze Massimo Garavaglia, è fondamentale concentrarsi sui soggetti recidivi, incrociando i dati per individuare le posizioni più gravi. Un sistema che consente di distinguere tra chi aderisce a misure di sanatoria in buona fede e chi lo fa solo per aggirare il fisco.