Quando si parla di pensione a 60 anni molti credono che sia una cosa impossibile da raggiungere così presto. Lo dimostra il fatto che oggi monta l’attesa per le decisioni del governo riguardo la sterilizzazione dell’aumento dei requisiti dal 2027 che l’ISTAT ha certificato in base all’aumento della stima di vita della popolazione. Per questo si tende a pensare come quasi impossibile, andare in pensione a 60 anni di età. Ma in effetti questa possibilità c’è. Esistono diverse misure che permettono di lasciare il lavoro a quest’età. Ecco diverse soluzioni, dalla più comune alla più strana per andare in pensione già a 60 anni nel 2025.
In pensione già a 60 anni? Ecco 4 diverse soluzioni dalla più comune alla più strana
Naturalmente non tutti possono andare in pensione a 60 anni. Ci sono categorie che possono farlo ed altre no. Categorie che possono farlo più facilmente ed altre meno.
Una misura che permette di lasciare il lavoro a 60 anni è quella offerta alle donne che hanno compiuto i 59 anni entro il 31 dicembre 2024 ed è opzione donna. La misura richiede almeno 35 anni di contributi versati ed una finestra di attesa di 12 mesi. Possono sfruttarla solo le lavoratrici licenziate o le dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale al Ministero del Made in Italy. Oppure le lavoratrici invalide almeno al 74% o le caregiver che da 6 mesi convivono con un familiare disabile grave. Ma solo se hanno avuto almeno 2 figli.
Opzione donna è molto penalizzante per via del ricalcolo contributivo della pensione.
Pensioni a 60 anni, ecco le misure senza limiti di età
Un’altra categoria che può andare in pensione nel 2025 a 60 anni sono i lavoratori precoci, ma solo se invalidi, caregivers, disoccupati e addetti ai lavori gravosi.
La misura si chiama quota 41 precoci e non avendo limiti di età, consente di andare in pensione anche a 60 anni. Basta aver maturato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età.
Cogliere il pensionamento a 60 anni non è impossibile neanche con le anticipate ordinarie che però sempre senza limiti anagrafici, prevedono 42,10 anni di versamenti per gli uomini e 41,10 per le donne. Naturalmente con la quota 41 è più facile perché agli uomini è chiesta una carriera più lunga di 22 mesi e alle donne di 10 mesi. Per andare in pensione con le anticipate ordinarie, basta aver iniziato a lavorare a 17 anni se si è uomini e a 18 anni se si è donne per centrare il requisito dei 42 anni e 10 mesi di contributi e di 41 anni e 10 mesi a 60 anni. Per la quota 41 si può aver iniziato a lavorare anche dopo.
Pensione a 60 anni per gli invalidi, ma solo se donne
Per le lavoratrici con invalidità di almeno l’80% c’è la possibilità di andare in pensione di vecchiaia al compimento dei 56 anni con la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità pensionabile. Misura che richiede 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini.
Per questo strumento serve aver maturato solo 20 anni di contributi ma vale solo per i lavoratori dipendenti del settore privato. E l’invalidità deve essere specifica per le mansioni svolte.