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Pensione a marzo in ritardo e pure più bassa, ecco perché è così

Ecco perché a marzo la pensione arriva in ritardo e pure tagliata di qualche euro.

Cedolino di pensione per il rateo di marzo già presente nel portale INPS e visibile con accesso alla propria area riservata. Chi ha SPID, CIE o CNS può vedere già il suo cedolino della pensione presente sul sito dell’INPS. Ma ecco che chi lo ha visto, ha avuto una triste sorpresa. La pensione di marzo sarà più bassa di quella di febbraio e gennaio. E oltretutto, per alcuni non ci sarà pensione il primo marzo, ma bisognerà attendere alcuni giorni.

Pensione a marzo in ritardo e pure più bassa, ecco perché è così

Perché la pensione di marzo è più bassa di quella di febbraio? Le cifre non mentono e come detto chi ha già visto il suo cedolino, avrà notato già che l’importo della pensione è inferiore a quello del mese precedente.
Il motivo però è relativo alla tassazione delle pensioni. Sui trattamenti pensionistici si pagano le imposte sui redditi. IRPEF e addizionali sono le trattenute che mensilmente vengono applicate dall’INPS in quanto sostituto d’imposta del pensionato.

L’INPS non fa altro che fungere da sostituto come fungono da sostituti d’imposta i datori di lavoro. Solo che c’è una imposta che inizia a gravare proprio dal mese di marzo. Infatti l’IRPEF e le addizionali comunali e regionali sono sempre presenti nei cedolini, anche in quelli di febbraio e gennaio.

Per esempio l’addizionale regionale a saldo 2024 e l’addizionale comunale sempre a saldo 2024 si pagano in 11 rate da gennaio a novembre. Invece l’addizionale comunale in acconto per il 2025, si inizia a pagare da marzo e fino a novembre. Quindi ecco spiegato il perché i pensionati prenderanno un trattamento inferiore a marzo. Perché inizieranno a pagare l’addizionale comunale in acconto per il nuovo anno.

La questione dei giorni bancabili e perché si prende una pensione più tardi a marzo

A marzo come in ogni mese dell’anno, il giorno di accredito dipende da dove il pensionato incassa il trattamento. Se lo fa alle Poste o se lo fa in banca. I giorni cosiddetti bancabili sono i giorni lavorativi degli istituti, che non sono tutti uguali.

Per esempio alle Poste il sabato è un giorno lavorativo. In banca no. Pertanto, visto che il primo marzo è sabato, chi prende la pensione alle Poste vedrà subito l’accredito. Chi invece lo prende in banca, a prescindere da quale sia il suo Istituto, non vedrà accrediti fino al lunedì successivo. Quindi, all’incasso solo dal giorno 3 marzo per chi riceve la pensione in banca e non alle Poste.