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La riforma delle pensioni più vicina, e tutto parte dai dazi di Trump

La sveglia all’Europa è arrivata, prima per il riarmo, ore per i dazi di Trump, e anche per la riforma delle pensioni oggi molto cambia.

Un terremoto, una catastrofe, uno tsunami, e chi più ne ha più ne metta. Una parte dell’opinione pubblica, sicuramente la maggioranza, usa questa terminologia per definire quanto accaduto in questi giorni, con Donald Trump che ha imposto i cosiddetti dazi. Una volta per entrare nelle città cinte da mura come si usava secoli fa, bisognava pagare dei dazi. Oggi invece questi dazi sono un qualcosa di commerciale, economico.

Riguardano import ed export di merci tra Paesi. Sarà sicuramente fuori luogo parlare di catastrofi naturali facendo riferimento ai dazi di Trump, perché terremoti, tsunami e così via dicendo sono cose davvero gravi (chiedere agli abitanti del Myanmar per esempio).

Ma a livello economico molti considerano davvero tremendi come un disastro naturale questi dazi. Ora, che ci sia la politica dietro queste considerazioni lo dimostra il fatto che la Premier Giorgia Meloni ha in qualche modo gettato acqua sul fuoco in una intervista di ieri sera al TG1.

Ma nelle sue parole si legge anche una opportunità che potrebbe anche sforare su un cambio di rotta sulle pensioni. Tra le iniziative che la Meloni e il suo governo pare prenderà con Bruxelles, ecco che noi leggiamo una possibilità di riforma delle pensioni che fino a ieri non c’era.

La riforma delle pensioni più vicina, e tutto parte dai dazi di Trump

L’argomento del giorno è senza dubbio il fatto che dalle parole il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump è passato ai fatti imponendo dazi anche all’Europa sia reciproci che in settori strategici come l’acciaio, l’alluminio o l’Automotive.

Senza entrare nei risvolti economici di cosa significano questi dazi, prendendo a riferimento le parole che ieri la premier Giorgia Meloni ha diffuso in un’intervista al TG1, si potrebbero aprire scenari di riflessione importanti a livello europeo. Che potrebbero davvero portare ad un cambiamento epocale di quelle politiche di austerity che hanno limitato negli anni grandi progetti come lo è la riforma delle pensioni.

Perché adesso la UE deve intervenire e cosa cambia anche per la riforma delle pensioni

Che i dazi facciano male all’economia nessuno ha in mano dati che possono dire il contrario. I dazi sono effettivamente un qualcosa di disastroso a livello economico e commerciale. La Premier Giorgia Meloni ha detto che i dazi faranno male all’economia Europea ma anche all’economia statunitense.

Di conseguenza reputa un errore ciò che ha fatto il presidente Trump. Ma la Premier reputerà un errore identico fare come ha fatto lui. Cioè rispondere ai dazi con altri dazi. Su questo la posizione della Premier è stata sicuramente chiara. Come lo è stato il fatto che secondo la Premier il disfattismo non ci deve essere, perché è vero che le esportazioni in USA per le imprese italiane sono importanti, ma non sono le uniche e non incidono oltre il 10%.

Le parole della Premier Giorgia Meloni


Secondo la Premier in Europa bisogna ragionare con il trovare una soluzione affinché i dazi vengano tolti piuttosto che metterne altri. E soprattutto, vanno riviste le politiche europee. Si tratta di quelle politiche che hanno colpito la nostra economia forse peggio dei dazi. E soprattutto, ed è la parte che ci interessa, va rivisto il patto di stabilità. Si tratta del freno a mano tirato sulla spesa pubblica italiana e degli altri Stati Membri.

Per i meno addentrati nelle politiche europee, il patto di stabilità per esempio è ciò che ha bloccato il taglio dell’IRPEF al ceto medio che aveva in mente il governo. I limiti di spesa indotti da Bruxelles sono ciò che ha fermato sul nascere per esempio la riforma delle pensioni.

Pensioni, consumi, lavoro, tutto deve migliorare in una situazione di crisi come si annuncia quella attuale

In vincoli europei sui bilanci, sul debito e sulle spese degli Stati membri possono essere svincolati. Lo ha dimostrato recentemente quanto fatto in tema di riarmo. Per la questione della difesa, la UE ha “liberato” gli Stati Membri dai vincoli. Tradotto in termini pratici, possono spendere per comprare armi, sistemi di difesa e così via dicendo.

Ma ciò che la Premier ha detto di voler proporre a Bruxelles è un allentamento dei vincoli di Bilancio adesso anche per questioni economiche. E allora perché non pensare che il “terremoto” scatenato da Trump con i dazi, non porti anche qualcosa di buono? Una riflessione in questo senso l’Europa è costretta a fare. Liberare tutti i vincoli e l’austerity di questi anni, potrebbe essere la soluzione. Mettere più soldi nelle tasche dei cittadini rilanciando i consumi per esempio. E mandare in pensione prima i lavoratori, avviando politiche di turnover verso una maggiore occupazione è un primo passo magari.