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Lavoro precario senza pensione: non riesco ad arrivare a fine mese, lo sfogo

A 65 anni con un lavoro precario, spesso alternato alla Naspi e senza pensione, ma con in futuro anche una pensione bassa. Il disastro italiano.

Arrivare a 65 o 66 anni, continuare a lavorare ma da precario, senza il diritto alla pensione. In termini pratici, enormi difficoltà ad arrivare a fine mese. Una situazione come quella prima esposta è sicuramente comune a tante persone e tante famiglie. Molti nostri lettori ci segnalano di avere difficoltà ad arrivare a fine mese. Persone che a stento riescono a pagare bollette e affitto. Autentici sfoghi da parte di chi davvero è disperato.
E queste situazioni ci permettono di analizzare il fatto che tra sistema lavoro e sistema pensioni in Italia sono più le cose che non vanno che quelle che vanno.

Lavoro precario senza pensione: non riesco ad arrivare a fine mese, lo sfogo

Essere costretti ad un lavoro precario, poco pagato e insufficiente è una cosa grave. Peggio ancora a 65 anni quando anche le possibilità di trovare un lavoro migliore latitano. Ed è proprio da parte di soggetti di 65 anni o li vicino che le segnalazioni di situazioni delicate sono diffuse come non mai. Chi svolge un lavoro precario il più delle volte intervalla ai periodi di occupazione e di stipendio, periodi di Naspi. La disoccupazione però è pari al 75% dello stipendio medio percepito negli ultimi 4 anni. E se lo stipendio è basso, figuriamoci la Naspi.
In un’epoca dove il sistema pensioni è contributivo, cioè con pensioni che vengono calcolate in base all’ammontare dei contributi versati, è evidente che meno si versa meno si prende di pensione. Quindi, anche dopo il lavoro precario e la Naspi, anche una volta arrivati ai fatidici 67 anni, lo scenario non cambia. Il lavoratore precario e spesso disoccupato prenderà una pensione bassa e spesso insufficiente.

A 65 anni con un lavoro precario, senza lavoro o senza pensione, ed a volte tutte e tre le cose insieme

Il fattore più discutibile tra tutti questi è senza dubbio l’età. A 65 anni non c’è possibilità di andare in pensione se non passando da periodi di contribuzione molto elevati. Significa che bisogna maturare molti anni di contributi. Ben 42,10 anni per gli uomini per la pensione anticipata (per le donne solo un anno in meno che cambia poco). E servono 41 anni per quota 103 o per quota 41 precoci, 36 anni per l’Ape sociale ma solo svolgendo un lavoro gravoso. E poi, 35 anni per opzione donna o scivolo usuranti, 30 anni ma solo da disoccupati, invalidi e caregivers per l’Ape.

I veri vulnerabili sono questi

Tradotto in termini pratici, a 65 anni chi si trova senza un lavoro stabile e senza uno stipendio si trova anche senza una pensione. Fermo restando che da precario si troverà nella migliore delle ipotesi a prendere una pensione anche piuttosto bassa in futuro. Ciò che stride pure è che a 60 anni un soggetto si ritiene come non occupabile al lavoro a tal punto da rientrare nell’Assegno di Inclusione. Ma se si parla di pensioni, a 65 anni senza una carriera lunga e dispendiosa, la pensione rimane un miraggio.