La rottamazione quinquies si profila sempre più come una certezza, tanto che Alberto Gusmeroli, deputato della Lega, l’ha definita come una rateizzazione extralarge in 120 rate.
Il disegno di legge, a firma Romeo e Garavaglia, che prevede la nuova sanatoria ha iniziato il suo iter in Commissione Finanze al Senato con una corsia preferenziale nell’iter parlamentare.
Cosa prevede nel dettaglio la rottamazione quinquies?
La curiosità maggiore riguarda il periodo e che tipologie di cartelle saranno ricomprese nella nuova rottamazione e a sciogliere i dubbi è proprio Gusmeroli che illustra il disegno di legge.
La rottamazione quinquies cerca di superare tutte le criticità per arretrati di imposte, contributi e tasse degli italiani. Non può essere fatta una colpa ai contribuenti italiani che dichiarano e poi non riescono a pagare le imposte per problemi economici o sanitari. Cosa propone il nuovo disegno di legge?
La rottamazione quinquies si propone di prendere tutto l’arretrato fiscale del cittadino e rateizzarlo in 10 anni, in 120 rate mensili tutte dello stesso importo. Dalla nuova rottamazione non si decade se si salta un pagamento o se si ritarda di qualche giorno il versamento (come è previsto per le quattro precedenti versioni della rottamazione) ma deve accadere di saltare il pagamento per ben otto volte prima di incorrere nella decadenza.
La nuova rottamazione, un’apertura ai cittadini
Con i presupposti stabiliti per la nuova rottamazione, appare chiaro che si tratta di un’apertura al cittadino per permettere di saldare i debiti con il Fisco con una rateizzazione extralarge. La rottamazione quinquies viene definita come quello che serve per sistemare tutto l’arretrato fiscale degli italiani.
Il tutto è volto anche a smaltire il magazzino della riscossione che, a fine 2024, ammontava a 1.275 miliardi di euro. La nuova rottamazione è diversa perché non parte dalla volontà di recuperare crediti, ma da quella di superare i problemi riscontrati nelle altre definizioni agevolate.
La nuova sanatoria parte dalle criticità delle precedenti rottamazioni e quindi:
- nessun anticipo che scoraggi dal pagamento (prima e seconda rata delle precedenti rottamazioni troppo alte e pari, ognuna, al 10% del debito totale);
- non si decade facilmente (nelle precedenti bastava un giorno di ritardo o una rata non pagata);
- 120 rate mensili tutte uguali (precedenti rottamazioni rate trimestrale e in un massimo di 18 in 5 anni).
Lo Stato si trova in una situazione assurda, con 1.275 miliardi di crediti vantanti nei confronti dei cittadini perché con le rottamazioni precedenti chi aderiva aveva più probabilità di decadere che di arrivare in fondo al piano di rateizzazione e chi, invece, riusciva a pagare la rottamazione, magari, non riusciva a pagare le imposte e i contributi dell’anno in corso.
Il messaggio della nuova rottamazione appare chiaro: se si vuole che i cittadini paghino i loro debiti si devono mettere anche nelle condizioni di poterli pagare.
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