La pensione in Italia ha diverse vie di uscita dal mondo del lavoro. Diverse misure, tutte con requisiti diversi e con regole diverse che variano l’età di uscita. Ma molto dipende anche dal lavoro svolto. Da anni ormai questo principio è una costante nel sistema previdenziale italiano. Anzi, se ne parla sempre perché differenziare le pensioni in base al lavoro svolto è un qualcosa che molti sostengono che andrebbe potenziato. Oggi ci sono giò misure che guardano al lavoro svolto consentendo a chi vi rientra, un accesso agevolato sulle pensioni. Ecco quindi la guida al lavoro gravoso o usurante e quali sono le possibili pensioni anticipate.
Pensione in anticipo, ecco i lavori che lo consentono, requisiti e misure
Partiamo dallo scivolo per lavoro usurante. Una misura che presto arriverà ad una scadenza fondamentale per chi intende uscire nel 2026. Infatti entro il primo maggio 2025 chi completa i requisiti che adesso vedremo nel 2026, deve presentare domanda di certificazione del diritto. Ma chi sono gli addetti ai lavori usuranti?
- lavori in galleria, cava o miniera;
- lavori in cassoni ad aria compressa;
- attività di palombaro;
- lavori con costante e duratura esposizione alle alte temperature;
- lavoro del vetro cavo;
- lavori in spazi ristretti;
- attività di asportazione dell’amianto;
- lavoro notturno
- attività di conducente di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo con almeno 9 passeggeri;
- addetti alla linea a catena in fabbrica.
Per accedere alla pensione con lo scivolo usuranti bisogna arrivare a 61 anni e 7 mesi di età e ad almeno 35 anni di versamenti. Con allo stesso tempo, il raggiunto completamento della quota 97,6. Il lavoro usurante deve essere stato svolto per 7 degli ultimi 10 anni di carriera o per la metà della vita lavorativa.
La pensione anticipata precoci per chi svolge un lavoro particolare
Per gli usuranti c’è anche la pensione di quota 41 per i precoci. le categorie prima descritte possono andare in pensione con questa misura come possono fare gli addetti ai lavori gravosi. E queste altre attività lavorative che danno diritto all’uscita anticipata sono:
- conciatori di pelli o pellicce;
- camionisti;
- macchinisti dei treni e personale ferroviario viaggiante;
- gruisti;
- addetti ai servizi di pulizia;
- facchini;
- infermieri o ostetriche di sale operatorie o sala parto;
- maestre di asilo nido e della scuola dell’infanzia;
- edili;
- netturbini;
- addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
- lavoratori marittimi;
- pescatori;
- agricoli;
- siderurgici.
Per la quota 41 non ci sono limiti di età ma basta raggiungere il giusto numero di anni di versamenti e avere lo status di precoce. Serve arrivare almeno a 41 anni di contributi versati di cui almeno un anno versato prima dei 19 anni di età anche discontinuamente. Il lavoro gravoso deve essere stato svolto per 7 degli ultimi 10 anni o per 6 degli ultimi 7 anni.
Anche l’Ape sociale per il lavoro gravoso
Le 15 categorie di lavoro gravoso prima descritte, hanno accesso anche all’Anticipo pensionistico sociale. Parliamo dell’Ape sociale naturalmente. Una misura che a dispetto della quota 41 per i precoci ha un preciso limite anagrafico. Per accedere alla pensione con l’Ape sociale come lavoro gravoso, serve arrivare almeno a 63 anni e 5 mesi di età ed almeno a 36 anni di contributi versati.
L’attività lavorativa da cui scaturisce il vantaggio, deve essere stata svolta per almeno 7 degli ultimi 10 anni di carriera. Ed alla pari della quota 41 per i precoci, in alternativa può bastare averle svolte per 6 degli ultimi 7 anni.