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Pensioni INPS 2025, ecco i contributi che valgono oro

Ecco una soluzione per andare in pensione priva con dei contributi che valgono di più per le pensioni INPS 2025.

Andare in pensione prima grazie a particolari contributi previdenziali versati. La normativa italiana sulle pensioni ha tante particolarità, ma forse questa di cui parliamo oggi è una delle più importanti. Infatti per le pensioni INPS ci sono contributi che valgono di più rispetto al solito. Contributi che di fatto consentono di andare a riposo prima perché completano una carriera contributiva in anticipo.
Non tutti i contributi sono uguali quindi? Naturalmente questa è una ovvietà visto che anche i contributi sono basati sulla retribuzione percepita da un lavoratore che, se più alta, fa valere di più la contribuzione. Ma oggi parliamo di contributi che valgono di più come numero di mesi o anni, nel senso che versare un anno di questi contributi alla fine dei conti incide di più rispetto alla semplice aggiunta di 12 mesi di versamenti al montante.

Una pensione più alta o anticipata, ecco i contributi che l’INPS supervaluta

Le soluzioni per prendere una pensione INPS 2025 più alta partono dai versamenti contributivi. Più si versa più si prende di pensione. E più alto è lo stipendio del lavoratore dipendente più vale il 33% di questo stipendio che finisce nel montante contributivo. Infatti è il 33% l’aliquota contributiva del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti. Con 1.000 euro di stipendio si versano 333 euro di contributi, con 2.000 euro di stipendio 666 e così via dicendo.
Soprattutto nel sistema contributivo, più si versa più si prende di pensione. Ma ci sono anche contributi che non incidono direttamente sul calcolo della pensione bensì sul diritto. Contributi che valgono di più e che completano prima una carriera contributiva.
Più anni di contributi si accumulano, più misure ci sono per andare in quiescenza prima dei 67 anni. Perché molte delle misure alternative alla pensione di vecchiaia prevedono delle contribuzioni più lunghe. CI sono i 41 anni da versare per quota 103 e quota 41 precoci. Ci sono i 42,10 anni (41,10 per le donne) per le pensioni anticipate, i 30 o 36 dell’Ape sociale, i 35 di opzione donna o dello scivolo usuranti e così via dicendo.

I contributi e quando valgono 1,5 volte

Avere contributi che valgono di più è possibile semplicemente avendo iniziato a lavorare prima dei 18 anni. Parliamo dei lavoratori precoci. I lavoratori precoci a cui ci riferiamo però non sono quelli che devono avere un anno di versamenti prima dei 19 anni per rientrare in una specifica misura loro destinata. Infatti i precoci secondo il sistema pensionistico sono di due tipi. Ci sono i precoci che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni e rientrano nella quota 41 per i precoci. E poi ci sono quelli che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni di età che godono della cosiddetta maggiorazione contributiva.
La quota 41 precoci permette di andare in pensione prima. Invece con la maggiorazione contributiva destinata però solo a coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995, un anno di versamenti vale di più non come importo, ma come durata.

Nel dettaglio i contributi versati prima dei 18 anni per questi soggetti valgono 1,5 volte. Chi ha versato 12 mesi può far valere per il diritto alla pensione 18 mesi.

Chi ne ha versato 24 può far valere 36 mesi. Significa per esempio che è possibile andare in pensione di vecchiaia a 67 anni come contributivi puri, anche versando 19 anni di contributi. Perché se due di questi 19 anni sono antecedenti la maggiore età, per il diritto alla pensione valgono 3 anni.