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Referendum 8 e 9 giugno 2025, per cosa si vota?

Ecco i testi dei referendum dell’8 e 9 giungo e cosa succede se si vota SI o NO per ogni singolo quesito.

Si torna alle urne per il referendum dell’8 e 9 giugno. In 124 Comuni il voto è fissato anche due settimane prima, il 25 e 26 maggio per le elezioni amministrative i cui eventuali ballottaggi si terranno in concomitanza del referendum.

Le urne l’8 e 9 maggio saranno aperte dalle ore:

  • dalle 7,00 alle 23,00 domenica 8 giugno;
  • dalle 7,00 alle 15,00 lunedì 9 giugno.

I referendum da votare nel secondo fine settimana di giugno sono 5, quattro riguardano il Jobs Act e uno riguarda la cittadinanza italiana. Vediamo nello specifico il testo dei referendum e cosa si dovrà votare.

Cosa si vota con i referendum?

Come detto i referendum sono 5 e riguardano lavoro e cittadinanza italiana. Vediamo nel dettaglio i quesiti e cosa chiedono.

Referendum sulla riduzione del periodo di residenza per la cittadinanza italiana

Testo: «Volete voi abrogare l’articolo 9, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, limitatamente alle parole “dieci anni” e sostituirlo con “cinque anni”?»

Con questo referendum si vuole abbassare da 10 anni a 5 anni il periodo di residenza in Italia che serve agli stranieri maggiorenni per richiedere la cittadinanza italiana.

SE SI VOTA SI: si opta per abbassare il periodo da 10 a 5 anni;

SE SI VOTA NO: si decide di lasciare tutto inalterato con il periodo fissato a 10 anni.

Referendum sulla reintroduzione dell’articolo 18 per i licenziamenti illegittimi

Testo: «Volete voi abrogare il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, recante “Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti”?»

Con questo referendum si va a votare sull’eventuale reintroduzione dell’articolo 18 eliminando la diversità di trattamento tra chi è stato assunto prima o dopo il 7 marzo 2015. In caso di licenziamento illegittimo ora, chi è stato assunto prima del 7 marzo 2015 deve essere reintegrato al lavoro, chi è stato assunto dopo tale data, invece, ha diritto solo a un indennizzo economico.

Con il reinserimento dell’articolo 18, quindi, si punterebbe a trattare tutti allo stesso modo, indipendentemente dalla data di assunzione e in caso di licenziamento illegittimo tutti avrebbero diritto a essere reintegrati nel posto di lavoro.

SE SI VOTA SI: si sceglie di reinserire l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori

SE SI VOTA NO: si sceglie di lasciare tutto come è ora, senza l’articolo 18 e con differenze di trattamento in base alla data di assunzione in caso di licenziamento illegittimo.

Referendum sull’eliminazione del tetto ai risarcimenti per licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese

Testo: «Volete voi abrogare l’articolo 8, comma 1, della legge 15 luglio 1966, n. 604, limitatamente alle parole “nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”?»

Con questo referendum si vuole eliminare il risarcimento massimo in caso di licenziamento illegittimo per le piccole imprese che hanno fino a 16 dipendenti. Oggi il risarcimento massimo è fissato a 6/14 mensilità, eliminando il tetto, di caso in caso, si lascerebbe la decisione dell’eventuale risarcimento ai giudici che dovrebbero stabilire il danno reale subito dal lavoratore.

SE SI VOTA SI si sceglie di eliminare il tetto del risarcimento per le piccole imprese in caso di licenziamento illegittimo

SE SI VOTA NO si opta di lasciare tutto inalterato con il tetto di 6-14 mensilità anche per le imprese con meno di 16 dipendenti in caso di licenziamento illegittimo.

Referendum sulla limitazione dell’utilizzo dei contratti a termine

Testo: «Volete voi abrogare il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nella parte in cui disciplina le causali e le proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato?»

Con questo quesito si vuole modificare la normativa che regola l’utilizzo dei contratti a termine con l’obiettivo di rendere più stabile il lavoro, riducendo l’utilizzo dei contratti a tempo determinato.  La modifica interverrebbe sulle cause che possono portare all’uso prolungato dei contratti a termine. La norma, infatti, prevede che il contratto a tempo determinato può durare al massimo 12 mesi e solo in casi eccezionali durare di più, ma mai oltre i 24 mesi. In caso di durata superiore ai 12 mesi, quindi, devono esserci specifiche causali.

Il referendum vuole cambiare la durata massima del contratto a termine in 24 mesi, introducendo però, le causali obbligatorie per tutti i contratti, anche quelli di durata inferiore ai 12 mesi.

SE SI VOTA SI si opta per il cambiamento che renderebbe la causale obbligatoria per tutti i contratti a termine, anche quelli che durano meno di un anno

SE SI VOTA NO si sceglie di lasciare tutto inalterato.

Referendum sulla responsabilità solidale negli infortuni sul lavoro

Testo: «Volete voi abrogare l’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nella parte in cui limita la responsabilità solidale del committente nei confronti dei lavoratori impiegati nell’appalto?»

Attualmente in caso di infortunio sul lavoro committente, appaltate e subappaltante sono esclusi dalla responsabilità. Con il referendum, invece, si vuole dare maggiori tutele ai lavoratori che sono coinvolti in appalti e subappalti abrogando le norme che escludono dalla responsabilità committente, appaltante e subappaltante.

SE SI VOTA SI si sceglie di rendere responsabili dell’eventuale infortunio sul lavoro anche committente, appaltante e subappaltante

SE SI VOTA NO si sceglie di lasciare tutto inalterato.