condono tombale cartelle condono tombale cartelle

Rottamazione cartelle esattoriali, ecco perché non è la soluzione

Le rottamazioni delle cartelle esattoriali stanno influenzando il debito fiscale. Prospettive per il futuro della riscossione fiscale.

La rottamazione cartelle esattoriali torna al centro del dibattito politico, ma anche dei cittadini. È davvero uno strumento utile per aiutare i contribuenti o finisce per alimentare aspettative di nuovi condoni? Quali sono gli effetti reali sul bilancio dello Stato? E soprattutto, chi ne beneficia davvero? Scopriamo i dettagli della misura e i numeri dietro il fenomeno.

Rottamazione delle cartelle: tra aspettative e realtà

Negli ultimi anni, le misure di rottamazione cartelle esattoriali si sono susseguite con lo scopo di ridurre il peso del debito fiscale dei cittadini. L’idea di base è semplice: permettere ai contribuenti di saldare il dovuto senza l’aggravio di sanzioni e interessi, in modo da favorire il recupero di somme che altrimenti resterebbero inesigibili.

Tuttavia, secondo la Corte dei Conti, questi provvedimenti hanno contribuito a rafforzare l’idea che nuove sanatorie siano sempre in arrivo, alimentando una spirale di inadempienza fiscale.

I numeri parlano chiaro. A febbraio 2024, le prime tre rottamazioni avrebbero inciso sul magazzino dei debiti fiscali per circa 30 miliardi di euro. Con l’aggiunta delle misure di stralcio, si sarebbe dovuti arrivare a una riduzione complessiva di 112 miliardi. Ma i dati dell’Agenzia delle Entrate rivelano una realtà ben diversa: il magazzino delle cartelle esattoriali ha continuato a crescere, sfiorando cifre record.

Le rottamazioni diventano una spirale infinita

Le sanatorie fiscali, invece di risolvere il problema dell’evasione, hanno finito per incentivarlo. Molti contribuenti, dopo aver aderito ai programmi di rottamazione, non completano i pagamenti, nella speranza di poter accedere a una successiva misura di condono. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha evidenziato come gli introiti da definizione agevolata siano risultati inferiori alle aspettative, con una parte significativa dei debitori che ha interrotto i versamenti dopo il pagamento delle prime rate.

Questo ha portato a un circolo vizioso: nuove cartelle vengono rottamate, ma il debito complessivo non si riduce realmente. Nel frattempo, la politica continua a proporre nuove soluzioni rateali, come quella avanzata nel 2025, che prevede una dilazione fino a dieci anni senza sanzioni né interessi. Una misura che, se da un lato offre respiro ai contribuenti in difficoltà, dall’altro rischia di perpetuare l’idea che pagare in ritardo o non pagare affatto possa essere conveniente.

La situazione delle cartelle esattoriali in Italia

Ogni anno l’Agenzia delle Entrate emette circa 20 milioni di cartelle esattoriali, una cifra che indica un problema strutturale nel rapporto tra cittadini e Fisco. Se da un lato il carico fiscale elevato spinge alcuni contribuenti a cercare vie alternative per far fronte ai pagamenti, dall’altro la ripetizione di rottamazioni e condoni crea una pericolosa disparità tra chi paga regolarmente le tasse e chi aspetta la prossima sanatoria.

Il problema non riguarda solo i debitori, ma l’intero sistema fiscale. In un Paese in cui una piccola percentuale di contribuenti sostiene quasi interamente il peso della spesa pubblica, il rischio di instabilità economica è sempre più concreto. Mentre la politica continua a cercare soluzioni tampone, il rischio di una bancarotta del sistema fiscale diventa sempre più reale. La vera domanda è: quando si deciderà di affrontare il problema alla radice?